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Gita a Stresa e Locarno.

STRESA – MONASTERO SANTA CATERINA DEL SASSO -LOCARNO

STRESA PROGRAMMA GITA 14 E 15 APRILE 2018

 

Arrivo previsto a Stresa in tarda mattina e partenza per il Monastero di Santa Caterina al Sasso alle ore 14,00 con battello da piazza Marconi  (si raccomanda la puntualità).

Cosa fare a Stresa??? Vi suggeriamo alcune opportunità:

1.    Visita al Parco della Villa Pallavicino ( la villa non è visitabile). Il costo del biglietto è di € 9,50/persona.

2.    Funivia per Mottarone:

tragitto 20 min. -quota all’arrivo 1491 mt s.l.m. – vista del Monte Rosa e dei sette laghi.

Orari:

andata : 11,30 – 11,50 – 12,10 – 12,30

ritorno: 12,40 -13,40

il costo del biglietto A/R è di € 19,00/persona

Il tragitto: fino a stazione intermedia Alpino in funivia e poi si prosegue in seggiovia. C’è la possibilità di fermarsi all’intermedia, il costo del biglietto A/R è di € 13,50. (Alpino 1385 mt. S.l.m.). Ad Alpino è possibile visitare il Giardino Botanico , il costo del biglietto €4/persona.Partenze da Piazzale Lido,8.

3.    Isole Borromee (Bella -Madre- Del Pescatore) .Le partenze da Piazzale Lido e i prezzi variano a seconda del percorso che si sceglie (da € 6,50 /persona)

4.    Passeggiata Lungolago : per ammirare le ville private e i loro giardini fioriti visitando la Chiesa di S.Ambrogio (fine ‘700 ) e Villa Ducale, conosciuta anche come Palazzo BOLONGARO,  (del ‘700 dove mori Antonio Rosmini e soggiornò Alessandro Manzoni). Fu la residenza della duchessa Elisabetta di Genova , madre della futura regina Margherita. Oggi la Villa ospita il Centro Internazionale di Studi Rosminiani, ma il sabato è chiuso e si può ammirare solamente dall’esterno.

LOCARNO

 

L’arrivo a Locarno è previsto in serata per la cena. L’hotel che ci ospita: HOTEL AMERICA -P.zza Grande – tel. +41 (0) 917517635.

Locarno, città del Canton Ticino, si trova a cavallo tra le Alpi Luganesi e le Alpi Lepontine. E’ una cittadina che conta circa 16.000 abitanti ed è conosciuta in particolare per il “Locarno Festival”, festival del cinema secondo per longevità, dopo Venezia, poiché la 1^ edizione risale al 1946.Oggi è la fusione di due comuni :Locarno e Solduno, avvenuta nel 1928.

Il “salotto cittadino” è piazza Grande, dove si affacciano palazzi signorili.

PERCORSO DI VISITA:

da piazza Grande fino al Castello Visconteo – ORARIO DI APERTURA 10/12 E 14/17 (conquistato dalla famiglia milanese Visconti nel 1342), dove si trova il Museo Archeologico con la collezione dei “vetri romani” tra cui la famosa “Coppa degli Uccelli”(epoca romana 20-50 A.C.) Qui si tenne la Conferenza di Pace del 1925. Il costo del biglietto €7/persona e si può anche raggiungere in treno.

Dopo il castello si giunge alla “città vecchia” dove si trovano la Chiesa e il Convento di San Francesco (1583), trasformato a fine ottocento in sede scolastica.

Pinacoteca Casa Rusca – piazza S. Antonio

Dal 25 marzo al 12 agosto ospita una rassegna di architetture del sacro di Mario Botta (architetto svizzero che annovera tra le sue progettazioni: il resturo del teatro alla Scala di Milano, il museo Samsung a Seoul, centro commerciale Le torri di Firenze, etc..) . Il costo del biglietto è di 12 CHF (circa €10/persona)

LUNGOLAGO

Passeggiando sul Lungolago si raggiunge il “Parco delle Camelie” che, in particolare in questo periodo, fa godere della fioritura di circa 900 varietà di camelie.

Grand Casinò Locarno – largo Zorzi,1 -

Sabato sera aperto fino alle ore 04,00 del mattino della domenica.

All’interno è presente un ristorante .

FUNICOLARE per Sacro Monte Madonna del Sasso (orari di apertura del museo 9,30/12,30 -13/17) Corse ogni 15 minuti, il costo A/R 7,20 CHF .  Bel panorama all’arrivo . Da lì si può proseguire, con la funivia, per Cardada (ci sono punti di ristoro) e per i più ardimentosi si può raggiungere Cimetta in seggiovia.

BUON DIVERTIMENTO

 

 


L’eremo di Santa Caterina. (Cenni Storici a Cura di Vincenzo Costa)       

Sulle sponde del Lago Maggiore, di fronte a Stresa e alle isole Borromee, incastonato nella roccia del massiccio del Sassoballaro,sorge un complesso monumentale che per il suo valore storico, artistico e spirituale è stato inserito tra i monumenti nazionali  dello stato italiano.

Si narra che un mercante di nome Alberto Besozzi  fece naufragio nei pressi della scogliera del Sassoballaro e invocando S.Caterina ebbe salva la vita. Questo avvenimento lo portò a cambiare radicalmente il suo stile di vita ritirandosi in preghiera e meditazione presso una grotta nelle vicinanze. Tutto ciò avveniva nel 1170. Passati 15 anni, una pestilenza colpi la sponda lombarda del Lago Maggiore; gli abitanti della zona si rivolsero al  pio eremita  per avere la grazia .L’epidemia passò e  per ringraziare l’eremita ,i concittadini di Arolo costruirono secondo il suo desiderio un sacello le cui dimensioni ricordavano quelle del sacello di Santa Caterina sul Monte Sinai. Nel 1205 muore l’eremita Alberto e le sue spoglie vengono tumulate in una cappella vicina al sacello di Santa Caterina. Il luogo divenne ben presto meta di pellegrinaggi per invocare grazie e guarigioni e sede di vita eremitica.

 Le informazioni certe sulla presenza di religiosi in questo luogo in forma organizzata risalgono al 1301. Da qui in avanti il luogo continua ad essere sede di una comunità di religiosi che abbracciano prima la regola di S.Agostino con il priore Gasparus de Rogiatis il cui nome è ancora leggibile all’ingresso della sala capitolare e  che farà affrescare la chiesa di S.Nicolao i cui preziosi affreschi possiamo in parte ancora ammirare oggi. Successivamente ridotti ad un solo frate per una epidemia di peste, nel 1379 chiedono l’aggregazione agli eremitani di S.Ambrogio ad Nemus di Milano  e la ottengono con l’approvazione dell’arcivescovo Antonio da Saluzzo.

Quasi un secolo dopo , nel 1643 , il papa Urbano VIII soppresse l’ordine degli Eremitani di S.Ambrogio e così anche la comunità dell’eremo   di S. Caterina seguì le stesse sorti. E’ in questo periodo che avvenne il distacco dalla rupe di cinque massi di circa due tonnellate che rimasero impigliati miracolosamente nella cappella del beato Alberto senza danneggiare le strutture. Restarono in quella posizione per due secoli finchè nel maggio 1910 si adagiarono al suolo senza provocare danni. Da allora la cappella del beato Alberto è chiamata anche cappella dei sassi.

Nel 1769 , dopo quasi 600 anni dalla sua fondazione , l’eremo come tante case religiose minori venne definitivamente soppresso dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Dal 1970 la proprietà è passata alla provincia di Varese che ha proceduto ad opere di restauro e consolidamento permettendo ai molti pellegrini di ammirare ancora questo complesso monumentale. Oggi l’eremo è abitato da padre Roberto Comolli, monaco carmelitano e guida spirituale di alcuni oblati laici di San Benedetto che vi risiedono in modo permanente.

                                 Percorso della visita

Seguendo l’ordine di accesso alla struttura, segnalo per importanza storico-paesaggistica i seguenti luoghi :

                                                            CONVENTO MERIDIONALE

1)      LOGGIATO  CON VISTA LAGO

2)      SALA CAPITOLARE  CON GRANDE CROCIFISSIONE TRECENTESCA

 

 

                                                                        CONVENTINO

1)      PORTICATO CON SEQUENZE DELLA DANZA DELLA MORTE

 

                                                               CORTILE E PORTICO DELLA CHIESA

1)      PORTICO RINASCIMENTALE CON VISTA LAGO

2)      CAMPANILE TRECENTESCO ROMANICO

3)      AFFRESCO ATTRIBUITO AD AURELIO LUINI CON LE TRE SANTE, LUCIA, M.MADDALENA E CATERINA

                                                                               CHIESA

1)      ALTARE MAGGIORE CON PALA ATTRIBUITA A G.B. DE ADVOCATIS

2)      AFFRESCHI TRECENTESCHI DELL’ANTICA CHIESA DI S.NICOLAO

3)      CAPPELLA DEL BEATO ALBERTO O DEI SASSI

4)      SACELLO CON LE RELIQUIE DEL BEATO ALBERTO

 

Sperando di avervi suscitato qualche curiosità, auguro buona visita e momenti di bellezza visiva e spirituale.