Cefalù e la leggenda di Dafni.

CEFALU’ E LA LEGGENDA DI DAFNI

                                            

Cefalù ricorda ai nostri soci la città dove è nata la compagnia teatrale L’Armonia che Saluzzo ha ospitato l’11 ottobre scorso .

Ebbene il luogo dove sorge oggi la città è terra del mito. Le origini leggendarie rivelano l’importanza del luogo che fin dal IV secolo a.C.era un centro florido grazie ai contatti che gli abitanti avevano con i popoli che gestivano i commerci in Sicilia (Fenici e Greci) .Fra i siculi del posto nacque un’antica leggenda che raccontava del poeta Dafni, inventore del canto bucolico.

Dafni era figlio del dio Ermes e della ninfa Dafnide. La madre lo abbandonò in un bosco di piante di alloro e il bimbo fu adottato dai pastori. Nell’antica Grecia i pastori erano anche poeti per cui Dafni unisce in sé i tratti del pastore e del musico. Egli dedicava grande cura alla sua mandria e insieme cantava accompagnandosi col suono della zampogna il cui uso aveva appreso dal dio Pan.

Un giorno il re Zeno invitò Dafni ad una festa per recitare i suoi carmi. Le parole di Dafni conquistarono i cuori degli ascoltatori e particolarmente della regina Climene che si invaghì perdutamente del poeta. L’indomani Climene organizzò una festa e fece circolare in abbondanza vino mischiato ad alloro che per gli antichi era un potente afrodisiaco. Dafni non ebbe più freni e si offerse a Climene. In questo modo Dafni tradì la promessa di fedeltà alla sua sposa, la ninfa Echemeide. Giunone che ne era la madre decise di punire il poeta infliggendo il tipico castigo che i siculi infliggevano agli spergiuri. Dafni venne accecato.

Come il poeta Omero, Dafni andò vagando per i monti e le campagne suonando tristi canzoni, finchè un giorno,disperato, si uccise. Il padre , il dio Ermes , impietosito lo trasformò in una rupe che sorge nei pressi di Cefalù ,proprio nel luogo dove si uccise.

Virgilio (che riprese il canto bucolico nato in Sicilia ) fa dire al pastore Mopso in ricordo della morte di Dafni :

“Dove cercare un dono pari al tuo canto?

Vorrei donarti ( e forse non basta)

Il sibilo del vento che ora si leva,

i lidi battuti dal mare,

la voce dei fiumi sulle petraie delle valli.”

 

Giovannella Antonioli