Le origini della bandiera Italiana.

Duecentoventi anni or sono e precisamente nella primavera del 1796 avvenne un fatto che avrebbe sconvolto la storia della nostra Italia. Un giovane generale francese, Napoleone Bonaparte, penetra dalle Alpi in territorio piemontese, sconfigge rapidamente l'esercito del Regno di Savoia, batte poi quello austriaco, entra a Milano, impone l'armistizio e poi le condizioni di pace all'Imperatore d'Austria. In tale modo pose le premesse per la creazione di un primo Stato veramente italiano, la Repubblica Cisalpina, a cui, come vedremo, ne seguiranno altre, fino alla creazione di una vera e propria Repubblica Italiana, divenuta poi Regno d‟Italia. Ma, potrebbe osservare qualcuno: ha una giustificazione fare risalire la storia della nostra bandiera a due secoli or sono, quando lo stato unitario italiano invece risale al 1861 e cioè esiste solo da 136 anni? Sì, rispondiamo, c'è una giustificazione, perché il nostro Risorgimento trova le sue profonde radici proprio negli eventi di quegli ultimi anni del secolo XVIII.

 Orbene, l'origine della bandiera bianco, rosso e verde va fatta risalire proprio alla Repubblica Cispadana su proposta del Segretario Generale della Repubblica Cispadana. Proprio su sua proposta, il 7 gennaio 1797 -più di duecento anni or sono - a Reggio Emilia i 110 rappresentanti delle province di Bologna, Ferrara, Reggio e Modena, proclamarono la Bandiera Tricolore, bianco, rosso e verde, simbolo e vessillo di quella Repubblica Cispadana. I colori erano posti in senso orizzontale: quello rosso, il primo in alto, portava l'iscrizione: libertà ed eguaglianza; quello bianco, nel mezzo, conteneva lo stemma con il turcasso rosso e le iniziali R. e C. 1796;quello verde, in basso, su cui era scritto per le bandiere militari il nominativo dei reparti. Così per la prima volta il Tricolore diveniva la bandiera di uno Stato Italiano. La scelta dei colori fu certamente ispirata a quelli della bandiera francese, adottata a sua volta qualche anno prima, il 15 luglio 1789 a Parigi, per decisione del Comitato rivoluzionario, dalla milizia parigina. Nel 1792 il Tricolore bianco, rosso e blu diveniva definitivamente la bandiera nazionale di Francia. Dunque il Tricolore nostro si volle simile a quello francese. Perché il colore verde poi sostituì il colore blu? Probabilmente influirono su questa decisione gli avvenimenti accaduti in Bologna tre anni prima e cioè nell'autunno del 1794. Seguirono delle sommosse per rendere Bologna indipendente. Orbene, la scelta del colore verde da parte di uno studente, Luigi Zamboni condannato a morte, sarebbe stata determinata, secondo alcuni storici, dal fatto che tale colore è il simbolo della speranza e "l'Italia era solo una speranza" come scrisse il Castagna nel suo: "Commento allo Statuto Italiano"; secondo altri perché il bianco, rosso e verde erano i tre colori evidenziati nel rito di iniziazione di alcune logge massoniche italiane. Ma in verità al riguardo non esiste alcuna prova sicura e documentata. Altri avvenimenti napoleonici permisero la fusione delle Repubbliche Transpadana e Cispadana (permessa da Napoleone in seguito all‟unificazione della Lombardia con l'Emilia Romagna) in un solo Stato: la Repubblica Cisalpina, con un Parlamento, un esercito di ben 25.000 uomini, con capitale Milano e con bandiera il Tricolore, sostanzialmente eguale a quello della Repubblica Cispadana.

Successivamente, nel gennaio 1802, scomparve definitivamente la Repubblica Cisalpina, perché fu proclamata la Repubblica Italiana. Ottocento deputati, giunti a Milano da tante parti d'Italia, proclamarono tale nuovo vasto Stato. Presidente della Repubblica Italiana fu Napoleone medesimo. Sui campi d'Europa le bandiere bianco rosso e verdi furono spiegate accanto a quelle francesi. Il Tricolore fu confermato come bandiera, dunque, del Regno che durò sino al 1815 e cioè sino alla fine del periodo napoleonico.

Finita l'epoca napoleonica il Tricolore scomparve dalla scena ufficiale militare e politica d'Europa. Così per circa trent'anni e sino al 1848 il vessillo tricolore non fu la bandiera ufficiale d'alcuno Stato, ma divenne il simbolo di tutti coloro che si batterono per l'unità, l'indipendenza e la libertà d'Italia (Maroncelli, Pellico, Confalonieri, Mazzini, Goffredo Mameli.

E giungiamo così al 1848. Dobbiamo limitarci alla storia della nostra bandiera che in quell'anno fatale ebbe una svolta decisiva. Orbene, il 4 marzo Carlo Alberto di Savoia, Re di Sardegna, promulgava lo Statuto del Regno, che trasformava un regime assolutistico in un regime costituzionale. L'art. 77 della Carta così stabiliva: "Lo Stato conserva la sua bandiera: e la coccarda azzurra è la sola nazionale". La bandiera era in sostanza costituita dallo stemma sabaudo in campo azzurro. Ma il 23 marzo Carlo Alberto entrava in guerra contro l'Austria (Prima Guerra d'Indipendenza) e nel proclama affermava: "E per voler meglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana, vogliamo che le nostre truppe entrando nel territorio della Lombardia e della Venezia portino lo scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana".

Nel primo centenario del Tricolore, il 7 gennaio 1897, fu commemorato proprio con un discorso a Reggio Emilia dal grande poeta Giosuè Carducci che riassume così il significato del tricolore: il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene della gioventù dei poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi!".

                                            

                         Tino di Salvo