Strumenti e tradizioni musicali.

Lo scacciapensieri o "marranzanu"

  La musica è un potente mezzo di comunicazione tra paesi e diverse generazioni e, storicamente, identifica una civiltà e rappresenta un’arte. Un suono caratteristico è associato a un ricordo o a una tradizione.

La musicalità dello scacciapensieri è associata alla tradizione siciliana, ma non è una peculiarità della Sicilia. Esso è conosciuto e usato in altre aree di cultura musicale tradizionale, anche extraeuropea. È uno strumento diffuso in tutto il mondo con caratteristiche morfologiche diverse; in Europa e India se ne hanno tracce dal XIV secolo. In Italia è piuttosto diffuso in Sardegna dove è noto come "Trunfa" o "Trumba" e in Sicilia, dove è noto come Marranzanu.

Uno dei più importanti centri di produzione di scacciapensieri era attivo a Boccorio, piccola località della Valsesia, in Piemonte, ai piedi del Monte Rosa. Dal centro produttivo di Boccorio, attivo dai primi anni del '500, nei periodi di massima attività, si esportavano strumenti in America centrale e settentrionale.  La diffusione dell'armonica a bocca ha gradualmente ridotto la commercializzazione e la produzione dello strumento. Altro importante centro di produzione in area alpina era quello di Molln in Austria. In Sicilia il “marranzanu” era suonato dai carrettieri. Oggi si osserva nei gruppi folkloristici, dove svolge un ruolo musicale solitamente virtuosistico.

Lo scacciapensieri è uno strumento musicale idiofono costruito da una struttura di metallo ripiegata su se stessa a forma di ferro di cavallo in modo da creare uno spazio libero in mezzo al quale si trova una sottile lamella di metallo ( ancia) che da un lato è fissata alla struttura dello strumento e dall'altro lato è libera. Lo strumento si suona ponendo l'estremità con l'ancia libera poggiata sugli incisivi (senza stringere troppo) e pizzicando la lamella con un dito mentre si cambia la dimensione della cavità orale per regolare l'altezza dei suoni che può avvenire anche per mezzo di diverse posizioni della lingua. L'oggetto dovrebbe diventare un tutt'uno con il corpo del musicista. Bisogna  fare attenzione a non urtare la lamella contro i denti che  possono danneggiarsi.  Per sicurezza, un altro modo per suonare lo schiacciapensieri è di porre l'ancia libera davanti ai denti senza stringerla.

                                                                  

 

 Tino Di Salvo