Siracusa e il mito di Alfeo.


Liberamente tratto da : R. Calasso " Le nozze di Cadmo e Armonia" 

A Olimpia gli atleti di tutte le città greche si riunivano ogni 4 anni per gareggiare. Olimpia era un luogo inviolabile dove i corruttori venivano puniti. Qui la natura sfoggiava un colore verde acceso, quasi allucinatorio. Quel luogo era dono di un uomo che divenne fiume per amore, Alfeo. Alfeo era un cacciatore e si innamorò della dea della caccia, Artemide. Con l’insolenza vana degli uomini, incominciò a inseguire la dea per tutta la Grecia. Artemide sentiva i passi di Alfeo dietro di lei e rideva.

 Una notte,non lontano da Olimpia, Artemide si fermò con le sue Ninfe a celebrare una festa. Per non farsi riconoscere, la dea si rese uguale alle sue Ninfe, imbrattandosi il viso di argilla. Alfeo vide affiorare tanti volti bianchi. Quale era la dea? Rendendosi eguale alle Ninfe con una maschera, la dea aveva svelato a quell’uomo irruente e ignaro la distanza incolmabile tra mondo umano e divino.Così Alfeo rinunciò al suo proposito e la dea lasciò che il suo ammiratore si allontanasse.

Non potendo donargli il suo corpo, Artemide decise di scegliere per quel giovane dai capelli corti e dal dorso nervoso la sua Ninfa Aretusa. Alfeo si innamorò di lei. Aretusa, per sfuggirgli, attraversò il mar Ionio e raggiunse l’isola di Ortigia nel mezzo del porto di Siracusa . Qui si trasformò in sorgente. Allora Alfeo, che non voleva rinunciare a lei, si trasformò in fiume, sfociò nel mare e attraversò lo Ionio come corrente sotterranea. Quando emerse era in Sicilia, vicino ad Aretusa. Poi Alfeo mescolò le sue acque con quelle della Ninfa.Fra l’acqua di Aretusa e quella di Alfeo la differenza è nel sapore. Ma il sapore è molto simile: entrambe vengono da Olimpia.

Giovannella Antonioli